Tre storie interessanti con cui iniziare la settimana
La newsletter del lunedì mattina
Ciao,
sono Ivo Silvestro e questa è la “newsletter breve” di inizio settimana, in cui segnalo cose interessanti da leggere, ascoltare o vedere per alleviare il tedio del lunedì mattina.
Ma come sempre, prima di iniziare, una foto: curioso come l’anguria, usata per superare le censure sui social media della bandiera palestinese, venga ormai usata ovunque, anche dove usare la bandiera non sarebbe affatto un problema.
Buone notizie dal Vaticano
C’è tensione tra il papa e la Silicon Valley di Pietro Minto, Il Post
Nel 1971 Robert Silverberg pubblicò un racconto di fantascienza — scritto in poche ore per riempire un buco in un’antologia, a quanto riporta Wikipedia — immaginando l’elezione a papa di un robot. Non mi pare che Silverberg indicasse un anno preciso, ma cinquant’anni dopo non solo abbiamo un essere umano, ma pure un essere umano molto critico verso l’intelligenza artificiale. E per motivi che mi paiono molto più interessanti e urgenti delle lamentele su un possibile declino cognitivo dell’umanità.
Abbiamo un problema
Dietro un investimento, il primo attentato Incel in Svizzera di Stefanie Hasler, Sonja Mühlemann, RSI
Cinque anni fa un uomo ha compiuto il primo attentato Incel riconosciuto come tale in Svizzera. Sul fenomeno dei “celibi involontari” — o per meglio dire di uomini che odiano le donne — c’è una interessante puntata del podcast Mirabilia. Non so quanto accaduto sia rappresentativo, visto anche che parliamo degli anni della pandemia; direi che in ogni caso abbiamo un problema e il fatto che le autorità non indaghino perché “non esiste alcun mandato politico per farlo” un po’ mi inquieta.
Ha stato Biden
How Biden Ignored Warnings and Lost Americans’ Faith in Immigration di Christopher Flavelle, New York Times
Dettagliata analisi di come Biden, dei quattro anni di presidenza, abbia sottovalutato il problema dell’immigrazione: per distinguersi da Trump e non alienarsi l’elettorato latino. Poi è andata come è andata: problemi alle frontiere, autobus pieni di migranti verso le città governate dai democratici, ostruzionismo dei Repubblicani. E rielezione di Trump.
Quello che mi stupisce di queste analisi è che il successo elettorale sembra essere l’unico criterio per valutare una decisione politica: in democrazia la maggioranza decide, con dei limiti, cosa fare, non chi ha ragione.



