Due storie interessanti con cui iniziare la settimana
La newsletter del lunedì mattina
Ciao,
sono Ivo Silvestro e questa è la “newsletter breve” di inizio settimana, in cui segnalo cose interessanti da leggere, ascoltare o vedere per alleviare il tedio del lunedì mattina.
Prima di iniziare, una foto:
Un problema di autoritalità
Tra diritto e scena: Yasmina Reza blocca la tournée dello spettacolo diretto da Michele Riondino di Vincenzo Sardelli, Krapp
C’era uno spettacolo teatrale di Michele Riondino che non andrà più in scena. Quando Yasmina Reza, l’autrice di Art, ha saputo come il regista ha allestito il suo spettacolo, ha deciso di bloccare tutto: Riondino avrebbe infatti tradito il senso del testo originale. Così sostiene Reza e per le norme sul diritto d’autore il suo è l’unico parere che conta.
È un caso interessante perché non parliamo si semplici diritti economici, ma di integrità della personalità di chi ha scritto il testo e che si vede attribuire qualcosa di alieno. E se in astratto possiamo rivendicare l’autorialità della regia teatrale e cercare un equilibrio tra i due elementi, nel caso concreto l’unico argomento portato da Riondino a sua difesa è “che arrogante!”.
Una malattia non è mai solo una malattia
Malaria di Paolo Mazzarello di Alessia Colaianni, Il Tascabile
Le malattie non sono solo un fenomeno biologico — ed è forse quello che le rende così interessanti da studiare. Una malattia riguarda anche la psicologia individuale, di chi si ammala e di chi cura, oltre che la società nel suo complesso. In questa recensione si parla di malaria, una delle malattia che ha plasmato la storia dell’umanità (e che ancora lo sta facendo). Si racconta l’importante contributo di Giovanni Battista Grassi, medicoo italiano che studiò il meccanismo di trasmissione della malaria, identificando il ruolo delle zanzare Anopheles nella trasmissione del plasmodio. Una scoperata da Nobel, solo che quel riconoscimento lo ricevette nel 1902 Ronald Ross e nel libro si cerca di capire come mai. Semplificando: Battista Grassi era uno stronzo.





Beh, sì, la rappresentazione teatrale è un'opera derivata e quindi l'autore mantiene i diritti morali. Non ci vedo nulla di strano.