Due storie interessanti con cui iniziare la settimana
La newsletter del lunedì mattina
Ciao,
sono Ivo Silvestro e questa è la “newsletter breve” di inizio settimana, in cui segnalo cose interessanti da leggere, ascoltare o vedere per alleviare il tedio del lunedì mattina.
Ma come sempre, prima di iniziare, una foto: stazioni fantastiche e dove trovarle.1
Le IA secondo il peraltro direttore
“Intelligenze artificiali” tra virgolette, di Luca Sofri, Wittgenstein
Lungo articolo del già direttore del Post sulle intelligenze artificiali o, meglio, sul modo in cui parliamo delle IA. Diversi gli spunti interessanti e quasi tutti condivisibili, a partire dal fatto che forse dovremmo concentrarci maggiormente sul prodotto – la qualità dei testi e delle immagini – e meno su come è prodotto.
Essere figli di…
Il caso dei bambini nel bosco, l’interesse dei minori e quell’idea di genitorialità come proprietà di Gianfranco Pellegrino, Domani
Non ho un’idea chiara sulla “famiglia nel bosco”, quella che viveva in condizioni precarie in provincia di Chieti. Ho letto troppi resoconti contrastanti, per “prendere posizione” — ammesso che abbia senso che io prenda posizione su un caso del genere.
Quello che mi sentirei di dire l’ha detto, benissimo, Pellegrino in questo articolo: due persone possono vivere come vogliono, ma non sono libere di imporre queste scelte ai loro figli e alle loro figlie. È una concezione proprietaria della genitorialità che riduce i figli a “oggetti di cui si può disporre liberamente”.
Resta il problema, enorme, del limite: quando uno stile di vita è inaccettabile? Una storia, secondo me ben più inquietante, arriva dalla Groenlandia.
Ovviamente si tratta della stazione di Milano Porta Garibaldi.




Ogni indirizzo che diamo ai figli è imposto, finché loro non possono scegliere (a volte anche quando possono scegliere) dall'alimentazione alla religione, però nessuno toglie i figli alle famiglie influencer che usano l'immagine dei figli senza il loro consenso, alle famiglie che li lasciano ore davanti ai device e sui social, quando è ormai dominio pubblico che non dovrebbero avere accesso libero e incontrollato almeno fino alla piena adolescenza. Nessuno si indigna per un'alimentazione povera di qualità, per la scarsa collaborazione con la scuola e tante altre cose discutibili o pericolose.
Sento molti parlare di negazione della socialità, ma che ne sappiamo? Le famiglie homeschooler spesso formano reti sociali molto solide; il fatto che non riusciamo a immaginare un modo diverso di stare al mondo non vuol dire che sia sbagliato.
Forse ci sembra strano che rinuncino a tante comodità, ma se erano felici, in salute e istruiti (cosa validata dagli esami annuali) nessuno aveva il diritto di intromettersi. Del resto, quando i bambini ne hanno avuto bisogno, i genitori li hanno portati in ospedale (sul perché non mi esprimo, so che con i bambini può capitare di tutto).
Io mi sento di prendere le parti di questa famiglia. Come tutti noi mi affido a ciò che i media riportano e voglio lasciare il beneficio del dubbio ai servizi intervenuti; magari hanno riscontrato davvero un grande malessere. Tuttavia, il mio pensiero principale è di grande dispiacere e preoccupazione.
La notizia che viene dalla Groenlandia è ancora più tragica e preoccupante, si vede che in Danimarca sono più avanti che in Italia in fatto di controllo. Stranamente sono sempre le minoranze ad andarci di mezzo (per etnia, lingua, scelte di vita...).
Quello della Groenlandia a mio avviso è un problema diverso, che ha a che fare con il neocolonialismo e con l'imposizione della cultura dominante